Ballando con Matisse

Ballando con Matisse

Ho riflettuto molto sull’argomento del post di settimana scorsa: sotto Natale, circondata da pacchetti luccicosi, buoni propositi e panettoni (senza canditi, de gustibus…) mi è balenata l’idea di scrivere un articolo a tema, cosa che non sarebbe risultata difficile, vista l’abbondanza di dipinti sacri nella storia dell’arte. E infatti quale quadro ho scelto? L’Isola dei Morti, neanche fosse il 2 Novembre. Questa settimana invece sarò più pertinente al calendario, proponendo un dipinto che mi sembra adatto per introdurci nel nuovo anno appena iniziato…

All’inizio del XX secolo Sergej Ščukin, industriale tessile russo e appassionato di opere d’arte “intollerabili per insolenza” e “insopportabilmente volgari” (così definite da un principe suo connazionale), frequentava assiduamente la galleria d’arte parigina Durand-Ruel: della sua collezione, ora smembrata tra il museo Puškin di Mosca e l’Hermitage di San Pietroburgo, facevano parte, oltre ad una serie infinita di quadri impressionisti, cinquanta Picasso e trentasette Matisse, artisti di cui divenne personalmente committente e mecenate. Proprio a Matisse nel 1909 chiese tre dipinti (di cui solo due effettivamente acquistati dal magnate russo) per ornare la sua casa, che rappresentassero le tre età dell’uomo, sotto forma di azione, passione e contemplazione.

Di questa serie fa parte La danza, tela monumentale (260×391), che raffigura cinque figure rosse, che contrastano fortemente con lo sfondo blu del cielo e il verde del prato, intente a danzare in cerchio. Lo stile è sintetico, primitivo: i colori utilizzati sono solo tre, stesi in campiture piatte; le linee sono nette e sinuose come arabeschi. Scrisse Matisse, a proposito della sua poetica: “Il disegno non è un esercizio di particolare abilità, ma un mezzo per esprimere sentimenti intimi e descrivere stati d’animo: mezzi semplificati però per dare maggiore spontaneità all’espressione che deve arrivare senza pesantezza allo spirito dello spettatore”.

Cosa c’entra questo dipinto con il nuovo anno? Danzala la vita tua, al ritmo del tempo che va, dice una delle mie canzoni preferite di Angelo Branduardi. E in quei cinque danzatori senza volto possiamo vedere l’umanità intera: c’è chi esegue il passo con la grazia e la leggerezza di una danzatrice di un rilievo antico (prima figura a sinistra), c’è chi batte il piede così forte tanto da curvare la terra su cui poggia, c’è chi, assorto e sereno, si lascia cullare dal ritmo della musica… e infine c’è chi non riesce a stare a tempo e perde la mano del compagno. La danza si compie tra il blu e il verde, tra cielo e terra; rappresenta la gioia di vivere e lo scorrere eterno e inesorabile del tempo, è gioia e fatica, è un piacere e una necessità. Unica certezza in questo girotondo frenetico e inarrestabile: non siamo mai da soli. Buon 2014!

Author

Arianna Mascetti
Dopo la laurea specialistica in storia e critica dell’arte ha frequentato il corso di perfezionamento “Mediazione del patrimonio artistico e intercultura”. Convinta della funzione educativa del patrimonio culturale, attualmente si occupa di progetti finalizzati ad avvicinare il mondo della scuola all’arte e alla storia dei musei e del territorio. Appassionata di storia locale, è guida turistica della provincia di Milano.

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