Finding Bernardino Luini – parte I

Finding Bernardino Luini – parte I

I milanesi sono ormai abituati a scorgere code chilometriche davanti a Palazzo Reale in Piazza Duomo: soprattutto nei fine settimana centinaia di persone attendono pazientemente (o quasi) il loro turno per visitare mostre di grandi nomi dell’arte internazionale: negli ultimi anni, per citarne alcuni, Kandinsky, Picasso, Warhol, Dalì, Cézanne, Klimt.

Fino al 13 luglio tra i saloni neoclassici che culminano nella suggestiva “sala delle cariatidi” è possibile visitare un’esposizione diversa rispetto a quelle citate in precedenza, dedicata ad un artista che per secoli è stato amato e apprezzato e che, ora, invece, è praticamente sconosciuto. Una mostra che non attira il grande pubblico, ma che merita sicuramente una visita, quasi “doverosa” per chi vuole scoprire qualcosa in più sull’arte lombarda del primo cinquecento: protagonista della mostra è Bernardino Luini, presentato insieme alle opere dei figli (in particolare Aurelio), in un percorso espositivo sobrio, ma molto interessante.

Bernardino Scapi “da Lupino”, come è citato nelle fonti, nasce a Dumenza, sul confine con la Svizzera, alla fine del quattrocento; figlio di fruttivendoli, è documentato come pittore a Milano dal 1501, anno in cui fa da testimone in un atto che vede coinvolti anche altri pittori. Non sappiamo quasi nulla della sua formazione: è accertato un viaggio verso est (Treviso?) attorno al Cinquecento. Tornato a Milano ritorna a dialogare con i “big” del tempo: Vincenzo Foppa (Bagnolo Mella, 1427 circa – 1515 circa), Bergognone (1453 – 1423),  Bernardo Zenale (Treviglio, 1463/1468 – Milano, 1526) e Leonardo da Vinci, anch’egli da poco rientrato in città.

Bernardino Luini, Madonna del Roseto, 1516-17

Bernardino Luini, Madonna del Roseto, 1516-17

La notorietà arriva proprio dopo gli anni dieci quando mette a punto il “marchio di fabbrica” della sua bottega, che diventerà, tra committenze più complesse di grandi cicli di affreschi, esperta in opere di carattere devozionale di piccolo formato, che tanto piaceranno alla critica dell’ottocento, ma che incontreranno invece l’indifferenza dell’epoca delle avanguardie. Dolci madonne con il bambino, intense versioni del San Gerolamo, l’adorazione dei magi: questi sono i soggetti più trattati. Un esempio su tutti è la Madonna del roseto della Pinacoteca di Brera: lo sguardo bellissimo e malinconico di Maria (di chiara impronta leonardesca) è fisso sul piccolo Gesù, a cui accarezza con delicatezza il piede. Il bambino, coperto da una vestina trasparente realizzata con grande abilità dal pittore, guarda lo spettatore indicando il vaso di aquilegia, fiore viola, simbolo dello Spirito Santo.

Bernardino Luini, Ritratto di signora, 1517-1520 circa

Bernardino Luini, Ritratto di signora, 1517-1520 circa

Oltre ai soggetti religiosi, la mostra presenta anche alcuni ritratti realizzati dall’artista, tra cui quello della ricca dama ora conservato alla National Gallery di Washington, ma appartenuto, non a caso, nell’ottocento, all’armatore inglese Leyland, grande appassionato dei Preraffaeliti e collezionista di Dante Gabriele Rossetti. La donna, inquadrata da due drappi di velluto verde, esibisce la sua ricchezza attraverso dettagli che seguono la moda dell’epoca: la capigliatura è sofisticata, il colletto plissettato, i gioielli d’oro, la martora (o donnola) retta da una catenella: tutto ci fa pensare alle dame milanesi effigiate tra il 1519 e il 1521, per una parata dedicata al re di Francia Francesco I.

Il ricchissimo e “scientifico” catalogo della mostra, a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, presenta anche una sezione sulle opere di Luini sparse sul territorio: ma di questo parlerò in un prossimo articolo.

 

Author

Arianna Mascetti
Dopo la laurea specialistica in storia e critica dell’arte ha frequentato il corso di perfezionamento “Mediazione del patrimonio artistico e intercultura”. Convinta della funzione educativa del patrimonio culturale, attualmente si occupa di progetti finalizzati ad avvicinare il mondo della scuola all’arte e alla storia dei musei e del territorio. Appassionata di storia locale, è guida turistica della provincia di Milano.

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