Fratelli su libero suol: Hayez, Manzoni, Verdi

Fratelli su libero suol: Hayez, Manzoni, Verdi

“Fondale, quinte, costumi: illuminazione ben regolata tra fondo e ribalta; distribuzione equilibrata dei personaggi, ciascuno con la sua parte. Muore trafitto il baritono, cantando; cantando risponde il tenore, che dopo averlo ferito si ritrae con mossa aggraziata; sviene come prescritto la fanciulla; il coro commenta in sordina; le comparse ripetono i gesti di circostanza. Tutto è teatro, tutto è incredibilmente falso…”. Giulio Carlo Argan non sta parlando di teatro e neanche di un’opera musicale, ma di pittura: con le sue parole raccolgo con piacere l’invito di Emily a riflettere sugli scambi tra le arti, trattando un argomento a me particolarmente caro, che ho affrontato per la prima volta nella tesina di maturità e reincontrato nel 2011 in occasione di una mostra presso la Pinacoteca di Brera organizzata per i 150 anni dell’unità d’Italia.

Ritratto di Alessandro Manzoni di Francesco Hayez, 1841

Ritratto di
Alessandro Manzoni
di Francesco Hayez, 1841

La citazione riportata critica duramente i Vespri Siciliani del veneziano Francesco Hayez che, se all’occhio di uno storico dell’arte del Novecento possono sembrare effettivamente un pò affettati, sono da leggere nel contesto di un’Italia in fieri, in cui gli artisti (pittori, musicisti, letterati) erano chiamati ad infiammare i cuori verso una patria sì bella e perduta, per diventare, come cantato nell’ode manzoniana Marzo 1821, fratelli su libero suol. Proprio l’ideale risorgimentale è il filo rosso che unisce il pittore e docente all’Accademia di Brera Hayez con lo scrittore quasi coetaneo Alessandro Manzoni e Giuseppe Verdi, più giovane di una generazione. Ecco qualche esempio.

Francesco Hayez ebbe l’occasione di entrare in contatto con i testi di Manzoni appena arrivato a Milano, quando gli fu commissionata dal colto collezionista e patriota Francesco Teodoro Arese una tela che ritraesse un espisodio tratto dal Conte di Carmagnola, esposta a Brera con grande apprezzamento da parte del pubblico nel 1821 e purtroppo andata distrutta durante i bombardamenti a Montecassino del 1944. Lo scrittore milanese rimase così impressionato dal dipinto da regalare al pittore una copia appena stampata dell’Adelchi, esprimendo esplicitamente la volontà di vedere rappresentata in pittura anche la sua seconda tragedia (cosa che, però, non avvenne). Manzoni si “accontenterà”, nel 1841, del suo ritratto, conservato oggi alla Pinacoteca di Brera su legato del figlio acquisito Stefano Stampa, in cui viene raffigurato non come un letterato dall’aria ispirata, ma nell’ambito familiare, placidamente seduto in poltrona con in mano una tabacchiera.

L'ultimo abboccamento di Giacomo Foscari  figlio del doge Giuseppe con la propria famiglia prima di partire per l'esilio cui era stato condannato di Francesco Hayez, 1840

L’ultimo abboccamento di Giacomo Foscari
figlio del doge Giuseppe con la propria famiglia prima di partire per l’esilio cui era stato condannato
di Francesco Hayez, 1840

Per quanto la stroncatura di Argan possa essere più o meno condivisibile, è innegabile che i dipinti storici di Hayez siano assolutamente teatrali e “melodrammatici”. E gli scambi non sono stati univoci: Hayez è stato un grande frequentatore degli spettacoli della Scala, da cui acquisì la capacità registica delle sue complesse composizioni, e fu amico di lunga data di Gioachino Rossini; d’altra parte mi immagino un ventenne Giuseppe Verdi, appena giunto a Milano, che guarda con ammirazione e curiosità i dipinti storici del maestro veneziano. I due foscari, I lombardi alla prima crociata, I vespri siciliani sono tutti melodrammi verdiani dai forti ideali patriottici che raccontano storie già rappresentate in pittura da Hayez, che, in un bellissimo autoritratto conservato agli Uffizi, nel 1948 in un’Italia non ancora unita, si definisce fieramente “Italiano della città di Venezia”.

Author

Arianna Mascetti
Dopo la laurea specialistica in storia e critica dell’arte ha frequentato il corso di perfezionamento “Mediazione del patrimonio artistico e intercultura”. Convinta della funzione educativa del patrimonio culturale, attualmente si occupa di progetti finalizzati ad avvicinare il mondo della scuola all’arte e alla storia dei musei e del territorio. Appassionata di storia locale, è guida turistica della provincia di Milano.

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