La natività mistica di Sandro Botticelli

La natività mistica di Sandro Botticelli

Questo dipinto sulla fine dell’anno 1500, durante i torbidi d’Italia, io, Alessandro, dipinsi nel mezzo tempo dopo il tempo, secondo l’XI di San Giovanni nel secondo dolore dell’Apocalisse, nella liberazione di tre anni e mezzo del Diavolo; poi sarà incatenato nel XII e lo vedremo precipitato come nel presente dipinto.

Nella parte più alta del dipinto questa oscura iscrizione in greco introduce a quanto sta accadendo al di sotto: un girotondo di angeli delimita lo spazio sacro in cui è rappresentato un momento cruciale nella storia degli uomini, la venuta di Cristo. Quale venuta di Cristo, viene da chiedere, la prima o la seconda? Botticelli è esplicito: la sua iscrizione parla chiaramente del libro di San Giovanni, non il Vangelo (che narra la prima discesa di Cristo sulla terra), ma l’Apocalisse, in cui si legge, proprio nel capitolo 11, della seconda venuta del Messia:

Ed il settimo angelo sonò, e si fecero gran voci nel cielo, che dicevano: Il regno del mondo è venuto ad essere del Signor nostro e del suo Cristo; ed egli regnerà ne’ secoli dei secoli.

Prosegue il capitolo 12:

Così il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, che seduce tutto il mondo, fu gettato sulla terra; con lui furono gettati anche i suoi angeli. Allora udii una grande voce nel cielo che diceva: Ora è giunta la salvezza, la potenza e il regno del nostro Dio e la potestà del suo Cristo, poiché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.

S. Botticelli, Natività mistica, 1501, Londra, National Gallery

S. Botticelli, Natività mistica, 1501, Londra, National Gallery

Un senso di inquietudine pervade il dipinto, la figura di San Giuseppe, invece di adorare il bambino, si rannicchia stancamente nascondendo il volto, la composizione presenta uno stile arcaizzante, che dimentica i valori della prospettiva e delle proporzioni perfette del secolo dell’Umanesimo. I panneggi sono rigidi, la capanna con le pareti di roccia è profondamente antinaturalistica, le figure appiccicate allo sfondo, piatto e irreale.

Cosa è cambiato rispetto al Botticelli delle dolci Madonne dipinte più di vent’anni prima, o delle storie profane intrise di filosofia neoplatonica, come la Nascita di Venere o l’Allegoria della Primavera? Siamo all’inizio del nuovo secolo, l’età aurea di Lorenzo il Magnifico si è conclusa, Papa Alessandro Borgia, da molti considerato come l’anticristo, lotta per il potere e l’Italia è dilaniata da campagne militari. Non solo: nel 1496 un frate domenicano si scaglia duramente contro le ricchezze della Chiesa:

Noi non diciamo se non cose vere, ma sono li vostri peccati che profetano contra di voi […] noi conduciamo li uomini alla simplicità e le donne ad onesto vivere, voi li conducete a lussuria e a pompa e a superbia, ché avete guasto il mondo e avete corrotto li uomini.

Fra Bartolomeo, Ritratto di Girolamo Savonarola, 1498

Fra Bartolomeo, Ritratto di Girolamo Savonarola, 1498

Questo frate era Girolamo Savonarola, impiccato e arso in Piazza della Signoria a Firenze nel 1498, in seguito ad una falsa scomunica emanata a nome del Papa per volere di Cesare Borgia. Botticelli non entrò mai direttamente a far parte del gruppo che sosteneva Savonarola, ma molto probabilmente approdò a posizioni religiose molto vicine a quelle del frate, che lo portarono ad eliminare dai suoi dipinti i dettagli preziosi e descrittivi del primo periodo (diceva il Savonarola: “voi farete bene a cancellare queste figure che sono dipinte così disonestamente”). Anche le tre figure sul tetto, secondo alcuni critici, rappresenterebbero la Grazia, la Verità e la Giustizia, che secondo Savonarola accompagnavano la Vergine adorante (per altri potrebbero rappresentare le tre virtù teologali, visto il colore delle vesti)

In un clima così tormentato, in cui sembra impossibile scorgere una speranza per il futuro, il pittore lancia attraverso il suo dipinto un messaggio positivo, che risolve ogni inquietudine: scendiamo nella parte più bassa del quadro e guardiamo con attenzione cosa sta accadendo. Tra angeli abbracciano tre uomini, mentre sette diavoli (meno importanti e quindi rappresentati addirittura molto più piccoli del bambino), sconfitti, ritornano mestamente negli inferi. E’ il messaggio portato dal Natale di Gesù e dal suo ritorno sulla terra: una riconciliazione tra umano e divino che riporta la pace al mondo intero.

S. Botticelli, Natività mistica, 1501, Londra, National Gallery

S. Botticelli, Natività mistica, 1501, Londra, National Gallery

Author

Arianna Mascetti
Dopo la laurea specialistica in storia e critica dell’arte ha frequentato il corso di perfezionamento “Mediazione del patrimonio artistico e intercultura”. Convinta della funzione educativa del patrimonio culturale, attualmente si occupa di progetti finalizzati ad avvicinare il mondo della scuola all’arte e alla storia dei musei e del territorio. Appassionata di storia locale, è guida turistica della provincia di Milano.

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