Liberty, art nouveau, belle époque

Liberty, art nouveau, belle époque

Il 2014 segna l’inizio delle commemorazioni legate al centenario della Prima Guerra Mondiale: in tutta Italia sono numerose le mostre, alcune più a carattere storico, altre di carattere artistico, che approfondiscono non solo la tragedia della guerra, ma il contesto culturale che ha caratterizzato quegli anni. Per citarne alcune: subito dopo la rassegna “Liberty. Uno stile per l’Italia moderna”, il 1 febbraio inaugurerà “Boldini. Lo spettacolo della modernità” presso la sede espositiva Musei San Domenico di Forlì; sono in corso a Padova presso Palazzo Zabarella la monografica “Corcos. I sogni della Belle époque”, a Venezia “La divina marchesa. Arte e vita di Luisa Casati dalla Belle époque agli anni folli”, mentre altre regioni italiane, come il Trentino, propongono visite guidate legate ai luoghi della Grande Guerra.

Vi propongo quindi un breve “carta d’identità” per scoprire le caratteristiche fondamentali dello stile Liberty:

La rivista di arti visive Emporium è stata un importante veicolo di diffusione dell'art nouveau in Italia

La rivista di arti visive Emporium è stata un importante veicolo di diffusione dell’art nouveau in Italia

1. Quando: il Liberty si sviluppa tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, in quel periodo storico denominato “Belle époque”, l’era di ottimismo e vitalità che ha preceduto lo scoppio della Prima guerra mondiale. Caratterizzata dal progresso scientifico e tecnologico, la Belle époque è ricordata anche per le numerose novità nell’ambito culturale e dei divertimenti (il cinema, il Can can, il cabaret, la villeggiatura alle terme, l’aperitivo Campari).

2. Dove: è uno stile internazionale, che prende nomi differenti a seconda del paese: “Art Nouveau” in Francia,”Jugendstil” (letteralmente stile “giovane”) in Germania, “Sezessionstil” in Austria, “Modern style” in Gran Bretagna, “Modernismo” in Spagna, tutti termini che sottolineano la portata di novità e di forte rottura con il passato. Una curiosità: in Italia l’art nouveau viene denomonata “stile floreale” o, appunto, “Liberty”, dagli omonimi magazzini londinesi che esponevano oggetti orientali e modernisti.

Spilla a forma di libellula di René Lalique

Spilla a forma di libellula di René Lalique

3. Come: nato in forte opposizione con lo stile eclettico di tardo Ottocento, il Liberty rifiuta gli stilemi tratti dagli stili artistici del passato, per trarre ispirazione direttamente dalla natura: per questo è caratterizzato da forme curvilinee, sinuose e in continuo movimento, impreziosite da eleganti elementi decorativi, foglie elaborate, fiori ricurvi, steli lungilinei, libellule e pavoni…Nonostante ciò lo stile art nouveau è fortemente radicato nella contemporaneità, in quanto vengono largamente utilizzati i materiali tipici della produzione industriale, come il ferro e il cemento, dei quali vengono sfruttate le infinite potenzialità tecniche ed espressive.

La celebre scala d'ingresso di Casa Tassel di Victor Horta a Bruxelles

La celebre scala d’ingresso di Casa Tassel di Victor Horta a Bruxelles

4. Che cosa: il Liberty coinvolge tutte le arti, non solo pittura e architettura, ma soprattutto artigianato, dai mobili ai complementi d’arredo, dai tessuti alla gioielleria. L’art nouveau è la diretta discendente del movimento inglese delle Arts and Crafts (Arti e Mestieri) di William Morris, che, opponendosi agli esiti della produzione industriale, che metteva sul mercato prodotti di bassa qualità e dalla dubbia estetica, si proponeva di ritornare al lavoro artigianale prendendo come esempio le corporazioni medievali. Arts and Crafts e Art Nouveau di fatto pongono le basi del design moderno.

5. Chi: tra le numerosissime personalità nazionali e internazionali che potrei citare (Kilmt e Munch in pittura, Gaudì in architettura, Tiffany con i suoi famosi mosaici in vetro legati a stagno, Mucha, autore di famosi manifesti, come quello pubblicato in copertina…), prendo come esempio emblematico di questo periodo il lodigiano Alessandro Mazzucotelli, fabbro ornamentista che divenne famoso in tutta Europa grazie alle sue creazioni in stile floreale. Trampolino di lancio per l’artista fu l’Esposizione Universale di Torino del 1902, interamente dedicata all’architettura, all’arredamento e alle arti applicate art nouveau, e primo centro di diffusione capillare di questo stile in Italia. Oltre ad essere un artista abilissimo, capace di piegare il ferro in forme sinuose e raffinatissime, Mazzucotelli dal 1903 al 1924 insegnò la sua arte presso la Società Umanitaria di Milano, nata alla fine dell’Ottocento per garantire una formazione professionale ai non abbienti e dai valori affini al movimento inglese delle Arts and Crafts, formando un’intera generazione di fabbri dedicati alle decorazioni di balconi, balaustre, lampade ed elementi funzionali ed ornamentali di ogni genere.

Porta Lampade in ferro battuto di Alessandro Mazzuccotelli

Porta Lampade in ferro battuto di Alessandro Mazzuccotelli

Mazzuccotelli da una parte considerava l’insegnamento un servizio offerto alla società, dall’altra un’opportunità di accrescere le sue conoscenze attraverso gli studi: di vasta cultura (nonostante ciò ai suoi studenti parlava sempre in dialetto mianese: El fer l’ha da vess trattaa come una sciora), è un esempio di self made man, un artigiano-artista in linea con il gusto di un epoca, che incarna alla perfezione le idee del socialismo umanitario del periodo.

Author

Arianna Mascetti
Dopo la laurea specialistica in storia e critica dell’arte ha frequentato il corso di perfezionamento “Mediazione del patrimonio artistico e intercultura”. Convinta della funzione educativa del patrimonio culturale, attualmente si occupa di progetti finalizzati ad avvicinare il mondo della scuola all’arte e alla storia dei musei e del territorio. Appassionata di storia locale, è guida turistica della provincia di Milano.

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