Per un patrimonio interculturale: “Brera un’altra storia”

Per un patrimonio interculturale: “Brera un’altra storia”

Ho già parlato in un precedente articolo della mission del museo, istituzione al servizio della società e del suo sviluppo, luogo deputato alla conservazione e alla comunicazione del nostro patrimonio culturale.  Mettendo a confronto due documenti dell’Unesco (Convenzione riguardante  la protezione sul piano mondiale del patrimonio culturale e naturale, 1972 – Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, 2003) è possibile notare come nel corso degli ultimi trent’anni si sia modificato  il concetto di patrimonio culturale: da una visione statica e chiusa (qualcosa di immutabile, da trasmettere integro da padre in figlio), si è passati all’idea di patrimonio come qualcosa di aperto, che acquisisce nuovi significati con il trascorrere del tempo e il passare delle generazioni. Questo ridefinisce anche il rapporto del museo con il suo pubblico, che non “subisce” passivamente i contenuti proposti, ma può rielaborarli e reinterpretarli in un continuo dialogo.

Un esempio di questa “moderna” concezione di museo e patrimonio è il progetto “Brera: un’altra storia”: otto mediatori museali provenienti da Bosnia, Brasile, Egitto, Filippine, Italia, Perù, Senegal e Ungheria sono diventati nuovi “interpreti” delle collezioni. Con le loro chiavi di lettura e le loro narrazioni arricchiscono la Pinacoteca di nuove storie in grado di affascinare il pubblico italiano e straniero, favorire l’interazione tra visitatori di ogni provenienza culturale e rendere il museo un’istituzione più sensibile e attenta alla relazione con la collettività.

I mediatori culturali non snocciolano date, attribuzioni, non spiegano stili pittorici; la loro funzione  è incoraggiare il dialogo tra le culture, educare all’ascolto e alla conoscenza delle diversità, partendo dalle reinterpretazione di un patrimonio “tradizionale”, come quello della Pinacoteca di Brera, che può essere rimesso in discussione e “contaminato” da nuovi significati. L’opera dei mediatori non cancella il sapere tradizionale legato al “nostro” patrimonio culturale, ma al contrario lo integra, lo amplia e arricchisce di nuove sfumature.

Per farsi un’idea di tutto questo vi invito a visionare questo trailer, realizzato per sostenere un bando di concorso a cui la Pinacoteca di Brera sta partecipando insieme ad altre importanti istituzioni come la GAMeC di Bergamo: se il progetto vi piace, vi invito a votare.

http://vimeo.com/84666260

Author

Arianna Mascetti
Dopo la laurea specialistica in storia e critica dell’arte ha frequentato il corso di perfezionamento “Mediazione del patrimonio artistico e intercultura”. Convinta della funzione educativa del patrimonio culturale, attualmente si occupa di progetti finalizzati ad avvicinare il mondo della scuola all’arte e alla storia dei musei e del territorio. Appassionata di storia locale, è guida turistica della provincia di Milano.

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