Tra banca e supermercato: una definizione di “museo”

Tra banca e supermercato: una definizione di “museo”

Prima di visitare una città scrivo sempre un elenco dei luoghi che voglio vedere: piazze, chiese, monumenti e, immancabilmente, i musei, meta fondamentale per tutti i turisti. Cosa sarebbe Parigi senza il Louvre, Londra senza il British e Bilbao senza il Guggenheim? Ormai diamo un po’ per scontate queste istituzioni, che, pur avendo una storia relativamente recente, hanno tantissimo da raccontare.

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Pergamon museum
di Berlino

Non mi soffermerò sulla storia dei musei, ma spiegherò, prima di tutto, cosa sono: potrà sembrare un discorso banale, ma, a mio avviso, molto affascinante. Etimologicamente deriva dal greco mouseion, cioè “la casa delle muse”, mitologiche protettrici delle arti e delle scienze. Su un libro che ho letto ai tempi dell’università il museo era definito una via di mezzo tra una banca e un supermercato: può sembrare singolare, ma il paragone è azzeccatissimo. La funzione di una banca è quella di prendere in custodia dei valori e, infatti, obiettivo fondamentale del museo è proprio la conservazione di oggetti (da Les damoiselles d’Avignon di Picasso alla mummia di Tutankamon, dal sottomarino Toti ad una sedia di Gio Ponti) che hanno un valore per la nostra civiltà. Questi “oggetti della memoria”, testimonianze importanti del patrimonio culturale umano, sono i beni culturali. Questi oggetti però non possono essere raccolti tutti insieme in modo arbitrario (immaginate i marmi del Partenone di fianco al telescopio di Galileo!), a meno che questo accostamento wordpress themes non sia opportunamente argomentato e assuma delle connotazioni didattiche o di ricerca: se il museo fosse un semplice contenitore di testimonianze sarebbe un deposito. Per questo il concept del museo è simile a quello del supermercato, che non solo conserva degli oggetti, ma li espone rendendoli disponibili e accessibili ai propri utenti (non ho mai visto il banco della macelleria tra i fustini di detersivo…). Ecco, quindi, come l’ICOM, l’International Council of Museums, definisce il museo: 

Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell’umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto.

La definizione è molto puntuale e sicuramente interessante e mette al centro non tanto gli oggetti, quanto i fruitori del museo (è al servizio della società – è aperto al pubblico), quindi noi che lo andiamo a visitare. Ma perchè dovremmo andarci? Per lo studio, per accrescere le nostre conoscenze, come ribadito anche dalla legislazione italiana nel “Codice dei beni culturali e del paesaggio” del 2004, che definisce “museo” una struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio. L’ICOM però ci dice qualcosa in più. Parla anche di diletto. Diletto? Significa che in un museo possiamo anche divertirci! Ricordiamocelo la prossima volta che andremo a visitarne uno…

Author

Arianna Mascetti
Dopo la laurea specialistica in storia e critica dell’arte ha frequentato il corso di perfezionamento “Mediazione del patrimonio artistico e intercultura”. Convinta della funzione educativa del patrimonio culturale, attualmente si occupa di progetti finalizzati ad avvicinare il mondo della scuola all’arte e alla storia dei musei e del territorio. Appassionata di storia locale, è guida turistica della provincia di Milano.

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