Andalusia: folclore e musica

Andalusia: folclore e musica

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Occorre scoprire el duende, la forza che passa dall’artista al pubblico e dal pubblico all’artista. Si può essere un tutt’uno con “el tocar di chitarra flamenca” dei musicisti, si può far battere il proprio cuore al ritmo dei battiti delle mani, si può ascoltare la storia di un Amore perduto perdendosi nei passi di danza delle flamenquitas...II duende agisce sul corpo della ballerina come il vento sulla sabbia. Converte, con magico potere, una ragazza in paralitica estasi della luna; fa venire rossori adolescenziali ad un vecchio stanco che chiede l’elemosina per un bicchiere di vino; evoca, in una capigliatura, odore di porto notturno ed in ogni momento agisce sulle braccia con movimenti che sono fonte della danza di tutti i tempi. La Spagna è l’unico paese dove la morte è spettacolo nazionale, dove la morte suona lunghi clarini all’arrivo delle primavere e la sua arte è sempre sorretta da un duende acuto, che la differenzia e le dà una sua qualità d’invenzione“.

Teoria e significato del duende – Garcia Lorca

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Sono appena tornata da un’avventurosa vacanza in Spagna, con destinazione Andalusia. Già prima della mia partenza, immaginavo Siviglia, ricca di colori caldi, calore, allegria e folcrore spagnolo. Qualcosa che ho sempre potuto vedere attraverso documentari ma mai di persona. Finalmente ne ho avuto l’occasione e la realtà ha superato di gran lunga l’immaginazione, sono rimasta completamente incantata!

La storia dell’Andalusia è il risultato di un processo complesso che raccoglie nell’arco del tempo popoli e culture diverse, nonché differenti realtà socio-economiche e politiche. A pesare sulla contemporaneità, vi è il passaggio lasciato su questo territorio da parte di iberi, cartaginesi, romani, vandali, visigoti e musulmani.

Cattedrale di Siviglia

Cattedrale di Siviglia

Nel IV secolo D.c inizia la decadenza dell’Impero Romano e con essa,arrivano le prime invasioni barbariche. I Visigoti conquistano la Regione il cui nome deriva, infatti, da Al-(V)andaluz, termine usato dagli Arabi e che significa “la terra dei Vandali”, da cui poi l’antico nome Vandalicia. Quando i Musulmani attaccarono l’Andalusia, i Visigoti furono completamente impreparati. Inizia così un dominio durato circa 8 secoli, che ha lasciato le più belle testimonianze del passaggio dei Musulmani in Europa, contribuendo ad accrescere lo splendore delle città e regalando a tutta l’Andalusia il periodo di massima fioritura artistica, politica e culturale. Tutto ciò quindi, si può apprezzare nell’architettura di cattedrali, quartieri e palazzi.

La meravigliosa Piazza di Spagna che ricorda quasi una Venezia in miniatura.

La meravigliosa Piazza di Spagna che ricorda quasi una Venezia in miniatura.

Ciò che ho sempre apprezzato di questi luoghi è lo stile musicale, sono attratta da questo genere e ho sempre ricercato brani per il mio strumento (clavicembalo) che ne richiamassero le sonorità (Fandango di Antonio Soler per clavicembalo e trascrizione del fandango di Luigi Boccherini per due clavicembali)

Ricordiamo il fandango, una danza accompagnata con nacchere e chitarra. Deriva molto probabilmente dalla chica, una danza africana. Questo genere arrivò ad avere una certa proiezione nella tradizione colta europea attraverso l’opera di Luigi Boccherini, padre Antonio Soler e Domenico Scarlatti.

I fandangos grandes (grandi fandanghi) sono normalmente ballati a coppie e iniziano lentamente con un andamento crescente.
I fandanguillos (piccoli fandanghi) sono tra le più vive e gioiose derivazione del fandango. Qualche regione della Spagna e del Portogallo ha sviluppato un proprio stile di questa danza, come la Huelva (fandangos de Huelva) e Malaga (fandangos de Malaga o Verdiales).

L. Boccherini: Fandango, trascrizione per due clavicembali.
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Il fandango fu uno dei vari stili del flamenco: detti palos. Ne esistono più di 50, anche se alcuni di questi sono eseguiti molto raramente. I palos sono classificati secondo criteri musicali (ritmo, tonalità, melodia). Alcuni di essi provengono da altri generi musicali e sono stati “aflamencados” nel corso del tempo come la sevillana, il fandango, la farruca e altri “Canti del Levante”.

Scarlatti ad esempio, fu a Siviglia e poi a Madrid nel 1729 alla corte di Filippo V. Negli ultimi anni si dedicò all’insegnamento, e tra i suoi allievi figurerà padre Antonio Soler, compositore ed imitatore dello stile del maestro. In particolare le Sonate K208 e K213 testimonierebbero dell’influenza esercitata dal flamenco su Scarlatti.

Sonata k213 D. Scarlatti versione per chitarra, eseguita da J. Williams
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Per capire meglio il folcrore spagnolo (oltre ad aver assaggiato i cibi e bevande tipiche della zona: tapas, paella e sangria), abbiamo assistito alla Corrida.

Per chi è nato in Spagna la corrida è un semplice e pittoresco spettacolo, anche troppo cruento. I toreri che ne facevano parte a Siviglia, erano ragazzi giovanissimi, tra i 15 e i 22 anni che si specializzano, per l’intero anno, in apposite scuole per toreri. Sono come dei veri e propri atleti. Ci sono i sostenitori della corrida, quelli che ne apprezzano la storia, la tradizione, la simbologia e che percepiscono la sfida tra matador e toro. Per questi ultimi è come un confronto mitico che trascende la realtà, affermando che se loro fossero tori preferirebbero morire durante una corrida invece che in un macello. Ci sono gli oppositori che ritengono la corrida un’ostentazione volgare e violenta, un triste spettacolo di violenza gratutita sugli animali.

Corrida

Corrida

Seguendo lo spettacolo della corrida ci si sente completamente immersi nella cultura spagnola, grazie anche alla musica di sottofondo che accompagna i vari momenti dello spettacolo: il paso doble.

Il paso doble é una danza nata nei primi anni del 1900, nell’ambiente delle arene. Una musica potente, molto ritmata e coinvolgente: il semplice passo camminato diventa una marcia militare. Uno squillo di tromba annuncia l’inizio dell’esecuzione musicale. Il ritmo del paso doble somiglia molto a quello della passacaglia (che da “passacalle” significa “canzone di strada”), una danza che giá nel XVII secolo veniva usata durante le feste pubbliche e le grandi cerimonie politiche e militari. La differenza consiste nel fatto che il paso doble raggiunge un piú alto livello artistico e produce una maggiore carica di vitalitá e di brio. Per questo motivo, con l’affermazione del paso doble, la passacaglia sparí.

Nato quindi come “una danza tra toro e matador”, con il tempo è diventato uno dei principali balli popolari spagnoli (con l’aggiunta delle nacchere alla base musicale).

Esempio di paso doble come danza.

Esempio di paso doble come danza.

In questa danza sono coinvolte tutte le parti del corpo, le gambe, le mani, lo sguardo, il volto nel suo insieme. Il cavaliere deve dimostrare carattere e forza fisica notevoli. Deve tenere la dama con la stessa decisione adottata dal torero mentre gestisce la capa, il drappo rosso usato per provocare la carica del toro. Il corpo della dama deve essere scattante, nervoso. La presa delle mani non viene quasi mai abbandonata, sia nei volteggiamenti della dama, sia negli scatti a destra e a sinistra, sia nelle figure di separazione.

Paso doble che viene eseguito durante le manifestazioni della corrida.
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Il mio viaggio non è terminato in Andalusia ma continuerà nel prossimo articolo con le tradizioni musicali portoghesi…

 

Author

Chiara Arlati
Inizia giovanissima lo studio del pianoforte presso il conservatorio e, più tardi, si appassiona allo studio del clavicembalo, ottenendo la laurea triennale. Approfondisce lo studio della musica antica e, sta per conseguire la laurea magistrale in clavicembalo e tastiere storiche. Oltre a seguire vari master di perfezionamento e all’attività concertistica, sta terminando un corso triennale di musicoterapia. Nel tempo libero ama leggere e ascoltare musica spaziando dal repertorio antico a quello jazz e moderno.

One comment

  • Trovo sempre molto suggestivo lasciare alla musica il compito di trasmette le emozioni e i sentimenti delle tradizioni: poesia, musica, letteratura, pittura, scultura e persino cinema.
    L’arte dà voce all’animo umano: emozioni, affetti, legàmi che uniscono l’essere umano alla sua terra, alla sua storia, alla sua gente. Ma sopra a tutti vi è la musica: autentico linguaggio universale.

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