L’importanza della musica per Marc Chagall

L’importanza della musica per Marc Chagall

Proprio settimana scorsa ho potuto visitare la mostra di Marc Chagall presso il Palazzo Reale di Milano. Una bellissima esperienza che mi ha dato la possibilità di conoscere meglio questo artista e di percepirne la sua vena poetica. Il pittore sviluppò la sua arte nel corso del Novecento, sotto l’influenza delle maggiori tradizioni europee occidentali, dalla sua originaria cultura ebraica a quella russa e all’incontro con l’avanguardia francese. Egli quindi, riuscì a creare un universo innovativo fondendo le tre diverse culture di cui si era nutrito. I fiori e gli animali sono una presenza costante nei suoi dipinti e divengono quasi metafore di un universo possibile in cui tutti gli esseri viventi possono vivere pacificati.

Oltre che un grande pittore, Chagall era anche un grande appassionato di musica e teatro. Secondo lui ogni tipo di arte era in grado di creare gioie ed emozioni, riconducibili perciò a valori sacri. Diede quindi molti contributi nel mondo teatrale; suoi sono infatti, alcuni splendidi costumi di scena di molti lavori teatrali. Tra quelli più ammirati ed omaggiati, troviamo “L’uccello di fuoco” di Igor Stravinsky.

Dipinto di Chagall sulla cupola dell'Opera Garnier di Parigi

Dipinto di Chagall sulla cupola dell’Opera Garnier di Parigi

Suoi sono i disegni che ornano la cupola dell’Opera Garnier di Parigi. Una cupola concepita dall’artista nel 1964, su invito dell’amico André Malraux, (allora Ministro degli Affari Culturali). Il suo dipinto venne sovrapposto ad un precedente affresco di Jules Eugène Lenepveu, pittore preferito di Napoleone III. Inserita nell’ambito di un ampio progetto di rinnovamento, volto a rimettere il teatro dall’immagine un po’ offuscata, al centro della vita culturale cittadina. Anche se questo intento non fu visto di buon occhio dai “classicisti”. Le proteste furono legate soprattutto al fatto che un’opera contemporanea non era adatta  al decoro dello splendido palazzo progettato da Charles Garnier, seppur derivante dall’inventiva di un talentuoso e riconosciuto protagonista dell’arte come Chagall. Il dipinto mostra le opere di 14 compositori – Moussorgsky, Mozart, Wagner, Berlioz, Rameau, Debussy, Ravel, Stravinsky, Tchaikovsky, Adam, Bizet, Verdi, Beethoven e Gluck.

Il trionfo della musica - rappresentato al Lincoln di New York

Il trionfo della musica – rappresentato al Lincoln di New York

Il Lincoln Center di New York è il centro culturale più importante in grado di ospitare concerti, balletti e spettacoli teatrali. Negli anni della guerra Marc Chagall si era stabilito a New York ed ebbe l’onore di poter realizzare per una delle sale (Metropolitan Opera House), due grandi murales, disegnando le scene e i costumi per l’opera che ne avrebbe suggellato l’inaugurazione: il flauto magico di Mozart. Due dipinti di grandi dimensioni: “Le fonti della musica” e “Il trionfo della musica”, inaugurati nel 1966. Molti critici definirono l’evento del 19 febbraio 1967, come l’incontro del genio della pittura con il genio della musica.

L’interesse di Marc Chagall per la musica risale al periodo dell’infanzia ed è connesso ai riti della comunità ebraico-chassidica (una visione della fede meno elitaria rispetto al giudaismo) di Vitebsk (città natale), di cui la sua famiglia faceva parte con profonda devozione. Egli era attratto dai canti, dalla musica strumentale e dalle danze dei kletzmerin, i musicisti ebrei che si esibivano nelle feste o nelle cerimonie religiose.

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Author

Chiara Arlati
Inizia giovanissima lo studio del pianoforte presso il conservatorio e, più tardi, si appassiona allo studio del clavicembalo, ottenendo la laurea triennale. Approfondisce lo studio della musica antica e, sta per conseguire la laurea magistrale in clavicembalo e tastiere storiche. Oltre a seguire vari master di perfezionamento e all’attività concertistica, sta terminando un corso triennale di musicoterapia. Nel tempo libero ama leggere e ascoltare musica spaziando dal repertorio antico a quello jazz e moderno.

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