The tree of life – Terrence Malick

The tree of life – Terrence Malick

Un film del regista Terrence Malick, visto recentemente e che merita!

Non è di facile interpretazione ma nonostante questo, la sua particolarità ci condurrà a seguirlo con attenzione fino alla fine, per capirne il significato nascosto.

Inizia con un monologo che tende già ad inquadrare le due tematiche del film:

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“Le suore ci hanno insegnato che ci sono due vie per affrontare la vita: la via della natura e la via della grazia. Tu devi scegliere quale delle due seguire. La grazia non mira a compiacere se stessa. Accetta di essere disprezzata, dimenticata, sgradita. Accetta insulti e oltraggi. La natura vuole solo compiacere se stessa e spinge gli altri a compiacerla. Le piace dominare, le piace fare a modo suo. Trova ragione di infelicità quando tutto il mondo risplende intorno a lei e l’amore sorride in ogni cosa. Ci hanno insegnato che chi ama la via della grazia non ha ragione di temere. Io ti sarò fedele, qualsiasi cosa accada.” [/notice]

In realtà i primi trenta minuti di pellicola, sono flashback di immagini proiettate in modo continuo. Paesaggi mozzafiato, natura e universo, accompagnati da un sottofondo di musica costante (musiche di Alexandre Desplat).

Vengono accostati blocchi di sequenze autonome da dieci minuti l’una.

  •  La prima macro sequenza rappresenta la perdita di un figlio, la sofferenza più grande per un essere umano.
  • La seconda, ritrae il protagonista Jack (Sean Penn) da adulto. Ricorda la sua infanzia e si ritrova ad essere un uomo di mezza età, smarrito in una città metropolitana. Altro tema trattato: come l’uomo con l’architettura, le forme, la civiltà, abbia completamente plasmato l’ambiente naturale in cui è nato e si ritrova ormai come in una prigione.
  •  La terza macro sequenza è la più complessa. Immagini che di seguito rappresentano: la nascita dell’universo, il fuoco dei vulcani, la nascita della vita, i primi dinosauri e il loro annientamento.
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Durante le riprese del film

Facendo delle appropriate ricerche, si può percepire che tutto ciò ha significati ben precisi che probabilmente non possono essere subito intuiti ad una prima visione, senza esserci un po’ documentati prima. Viene affrontato il concetto di Punto Omega, ossia l’evolvere dell’universo verso la maggiore complessità, coscienza e personalità. La levità, l’annullamento della gravità attraverso la luce, le tende, l’acqua.

Potrebbe portare la maggior parte del pubblico a spazientirsi poco dopo, a far sorgere il dubbio di essere davanti ad una proiezione come “2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick (molti spunti secondo me sono stati presi proprio da lì) che segue tutto il tempo con una lentezza inesorabile. Proprio per questo non sono mai riuscita a vedere il finale! Dico questo senza nessuna critica specifica, perché mi ritengo un’ammiratrice di tutti gli altri film del regista Kubrick!

Qui è diverso, pian pano la storia inizia a prendere piede e abbiamo il racconto di una famiglia.

wordpress themes style="text-align: justify;">E’ ambientato in una cittadina del Texas degli anni ’50. Il padre (Brad Pitt) autoritario, dà un’educazione severa ai suoi tre figli, per insegnargli come avere successo nella vita. Impone il suo modello, punendoli anche fisicamente. La madre al contrario, fa conoscere loro l’amore e i sentimenti. La storia si snoda nel racconto della crescita dei tre figli, il disagio di Jack (protagonista) che divenuto adolescente, rinnegherà l’esistenza di Dio, avvicinandosi più volte all’idea di voler desiderare la morte del padre. Uno dei fratelli morirà giovanissimo, a 19 anni. Questo porterà ulteriori scompensi in Jack. Da adulto Jack sarà un’anima persa nel mondo moderno nel quale non riuscirà a trovare se stesso ed il senso della propria esistenza. (tema costantemente toccato: il senso della vita)

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Una scena del film The tree of life, 2011

Qual è il collegamento tra le due parti del film? Tra la complicata introduzione iniziale e il più fluido racconto di vita familiare?

In generale vuole mettere a confronto la vita di un macrocosmo (l’universo) e quella di un microcosmo (la famiglia). Ancora di più la contrapposizione tra natura (il padre) e grazia (la madre) collegate alla geometria delle architetture moderne da un lato e gli ambienti naturali dall’altro.

Mi sembra la parte più interessante il paragone tra i due opposti. Per spiegarmi meglio… Quelle tante incomprensioni che ci sono tra mondo femminile e maschile. C’è proprio un divario alla base. Anche in molti studi psicologici riusciamo ad inquadrare codici femminili e maschili che si esprimono diversamente anche nel modo di gestire e risolvere i problemi. Il pensiero settoriale è analitico e risolve i problemi per gradi, affrontando i passaggi uno alla volta. Il pensiero interconnesso è sintetico e quindi affronta i problemi come un tutto unico. La donna tende a “entrare nelle sfumature”, a spaziare in ogni diverso aspetto. Nell’uomo, al contrario, prevale una visione sintetica, che riassume il nocciolo della questione, senza la propensione verso i particolari. Per lui affrontare un problema addentrandosi in tutti i dettagli significa disperdersi e complicarlo ulteriormente. Per lei invece valutare ogni sfumatura è un aiuto per comprendere meglio la situazione sotto i vari punti di vista, trovando così la giusta soluzione.

Per Malick la bellezza che possiamo scorgere in un girasole è un portato della sensibilità umana e della grazia (donna) che non esiste in Natura (uomo). E riportandoci al monologo iniziale, nella frase: “La natura vuole solo compiacere se stessa e spinge gli altri a compiacerla. Le piace dominare, le piace fare a modo suo”. Frase che vuole farci percepire il ruolo dell’essere umano nel macrocosmo e spesso della figura maschile all’interno di un microcosmo.

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Il film di Malick,
del 2011

Author

Chiara Arlati
Inizia giovanissima lo studio del pianoforte presso il conservatorio e, più tardi, si appassiona allo studio del clavicembalo, ottenendo la laurea triennale. Approfondisce lo studio della musica antica e, sta per conseguire la laurea magistrale in clavicembalo e tastiere storiche. Oltre a seguire vari master di perfezionamento e all’attività concertistica, sta terminando un corso triennale di musicoterapia. Nel tempo libero ama leggere e ascoltare musica spaziando dal repertorio antico a quello jazz e moderno.

One comment

  • Bello e profondo il rapporto dialettico tra Natura e Grazia. Un rapporto che attraversa l’intera storia della cultura occidentale e che travalica la polarità maschile/femminile coinvolgendo l’intera esistenza umana.
    Rapporto non solo umano ma anche religioso: giustizia/perdono, legge/libertà, necessità/dono, corpo/anima, eros/agàpe, autorità/profezia, bisogno/desiderio, ecc.

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