Ariane et Barbe-Bleue: Maeterlinck-Dukas

Ariane et Barbe-Bleue: Maeterlinck-Dukas

[testimonial image=”” name=”Platone” title=”Il mito della caverna, La Repubblica”]

E se lo si costringesse a guardare la luce stessa, non sentirebbe male agli occhi e non fuggirebbe volgendosi verso gli oggetti di cui può sostenere la vista? E non li giudicherebbe ricordandosi della sua prima dimora e della sapienza che aveva colà e di quei suoi compagni di prigionia, non credi che si sentirebbe felice del mutamento e proverebbe pietà per loro? 

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Oggi cercherò di concludere il discorso relativo all’influenza del mito di Arianna nelle opere di BartókBalázs e di Maeterlinck-Dukas. Prenderò in esame Ariane et Barbe-Bleue, che ha una genesi piuttosto articolata.

Nel 1899 a Parigi, va in scena il dramma Ariane et Barbe-Bleue di Maurice Maeterlinck, ma passeranno sette anni prima che il dramma confluisca nell’opera di Paul Dukas, la quale verrà rappresentata per la prima volta il 10 Maggio 1907 all’Opéra Comique di Parigi.

Paul_Dukas

Paul Dukas

Dukas, durante tutto l’arco della sua vita, sarà in balia di sentimenti e tendenze opposte: da una parte la mascolinità severa della figura paterna, dall’altra l’estro emotivo e musicale della madre. Questo contrasto tra il mondo femmineo e quello maschile, si scorge anche nella sua opera, dove il rapporto tra Ariane e Barbe-Bleue è esemplificativo.

L’opera è divisa in tre atti e, sin dal principio, è chiaro il ruolo centrale di Ariane. Barbe-Bleue è meno rilevante, tanto che da un punto di vista vocale gli sono riservate pochissime battute nel primo e secondo atto, fino a farlo rimanere completamente muto nel terzo.

Quello che risulta interessante per la nostra analisi, non è tanto la bellissima composizione di Dukas, ma il lavoro di Maeterlinck che, nella composizione del libretto, fonde la fiaba di Charles Perrault, che deriva dalla vicenda storica di Gilles de Rais, con il mito di Arianna.

Maurice_Maeterlinck_1901

Maurice Maeterlinck

All’interno dell’opera ci sono moltissimi riferimenti simbolici legati al mito. Innanzi tutto, Arianna è sia la  protagonista del mito greco, sia del libretto di Maeterlinck, pur avendo, nel secondo caso, una duplice identità. Quando Ariane arriva al castello, rappresenta la principessa del mito in balia del mostro, che questa volta è incarnato in Barbe-Bleue invece che nel Minotauro. Un altro riferimento simbolico di cruciale importanza è il castello, dove nel sotterraneo labirintico, sono rinchiuse le precedenti cinque mogli di Barbe-Bleue.

Proprio all’interno di questo labirinto-castello, Ariane, attraverso un filo immaginario che si snoda per sei stanze, arriva a sciogliere il mistero. Il filo è direttamente collegato alla settimana chiave e apre l’ultima porta. Nel mito greco, un filo reale, portava Teseo fuori dalla mitica costruzione di Dedalo e, pur non essendoci chiavi o porte da aprire, il significato è identico: si cerca di districarsi da un labirinto caotico nella sua perfetta simmetria, per giungere a salvare i prigionieri e distruggere il mostro. La ragazza assume dunque, nel libretto di Maeterlinck, le sembianze dell’eroe mitico: Ariane-Teseo è pronta a fare entrare nel castello la luce e a liberare le altre mogli che Barbe-Bleue aveva fatte prigioniere.

Concludendo, vorrei sottolineare una differenza: Teseo, nel mito, uccide il mostro e abbandona Arianna che lo ha salvato, mentre nel libretto di Maeterlinck, Ariane si rifiuterà di uccidere Barbe-Bleue e abbandonerà il castello seguita solo dalla sua nutrice, senza le donne che aveva salvato. Inoltre, caso rarissimo nell’ambito operistico, la nostra eroina non muore nel finale. Il soggetto di quest’opera e la cura nella scelta di ogni parola, lo rendono filosofico, nel senso che Ariane coraggiosamente accetta il rischio di scoprire ciò che non conosce, a differenza delle cinque spose prigioniere che decidono di rimanere nel castello. Una sorta di caverna platonica, da cui Ariane fugge per vedere con i proprio occhi il mondo reale e non le ombre inquietanti e distorte proiettate sui muri.

(In copertina: un’immagine di Ariane et Barbe-Bleue, rappresentata al Teatro regio di Torino nel 2007)

Author

Sara Elisa Riva
Dottoranda in letterature comparate, laureata in Scienze dei beni culturali con specializzazione in storia del teatro e del cinema. Ex pianista, attualmente si occupa di portare avanti il proprio progetto di ricerca universitario, in concomitanza scrive, soprattutto narrativa e pièce teatrali. Nel tempo libero legge tantissimi libri, guarda film internazionali e serie televisive statunitensi.

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