Girotondo di Arthur Schnitzler

Girotondo di Arthur Schnitzler

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Il Poeta: (è vicino a lei) Sei diventata rossa adesso? Non si vede più nulla! Non riesco più a distinguere i tuoi lineamenti. (Le sfiora le guance con la mano) Ma ti riconosco anche così.

La dolce fanciulla: Bada solo a non scambiarmi per un’altra.

Il poeta: È strano, non riesco più a ricordare le tue sembianze.

La dolce fanciulla: Grazie tante!

Il poeta: (serio) Ma, è quasi inquietante, non riesco ad immaginarti. – In un certo senso ti ho già dimenticata. – Se non riuscissi a ricordare neanche il timbro della tua voce… cosa saresti allora? – Vicina e lontana al contempo… è inquietante.

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Era l’anno della maturità quando, per la prima volta, mi capitò tra le mani Girotondo di Arthur Schnitzler. Quest testo ha decisamente influenzato le mie decisioni future, orientando i miei studi verso la storia del teatro e della drammaturgia. All’epoca non pensavo che un testo teatrale potesse essere entusiasmante quanto e più di un romanzo, ma mi sono dovuta presto ricredere.

Sono rimasta a contatto con il lavoro di Schintzler per parecchi mesi, dovendolo usare come punto di partenza per la stesura di una pièce teatrale e, da allora, questo testo è rimasto presente nella mia vita e nei miei pensieri.

La sua struttura circolare, rappresentata in una serie di dieci quadri in cui i personaggi dialogano due alla volta, creano un vero e proprio girotondo dove tutti incontrano tutti, in un intreccio sorprendente. I personaggi sono, in qualche modo, privati della loro identità: non hanno un nome e vengono identificati solo dal loro ruolo sociale. Vediamo sfilare il soldato, la prostituta, il poeta, la cameriera, il giovane signore, la giovane signora, il marito, la ragazzina, l’attrice e il conte. Uno dei due personaggi presenti in quadro, è presente anche nel successivo e così via, fino al termine del testo o, potenzialmente, all’infinito.

Ogni dialogo termina con un atto sessuale che non viene, però, mostrato sulla scena. Il buio cala sugli attori e le luci si riaccendono poco dopo, dando modo allo spettatore di capire cosa stia succedendo nell’oscurità. Lo spettacolo termina quando l’ultimo dei personaggi ad entrare in scena, il conte, si congiunge alla prostituta.

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Un’immagine del film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, 1999.

L’opera di Schnitzler è una pungente critica all’impossibilità umana di amare. I rapporti umani sono ridotti al solo interesse sessuale, anche se ogni atto del congiungersi è preceduto da una sorta di rito, di danza atta a sedurre l’altro. I dialoghi e i comportamenti dei personaggi fanno risaltare l’aspetto grottesco della situazione, cercando di celare, non riuscendoci, il vero intento. Ogni personaggio rappresenta una classe sociale diversa, come a suggerirci che non c’è alcuna differenza nei comportamenti umani: la meschinità colpisce ad ogni livello sociale e culturale.

La banalità del quotidiano e degli atteggiamenti smascherano i personaggi ad uno ad uno, sottolineando l’inutilità delle convenzioni e della retorica.

Gli uomini (e le donne) sono fatti della stessa identica pasta: l’ipocrisia. Non c’è salvezza per nessuno di loro, vengono tutti ridotti ad esseri egoisti e aridi.

Tutte le opere di Schnitzler hanno un grande valore letterario e drammaturgico, lo stesso Freud fu colpito dalle sue opere e dalle sue riflessioni psicoanalitiche (ricordo, per chi non lo sapesse, che Schnitzler è stato anche medico). I due si frequentarono brevemente, ma ci sono rimaste alcune lettere che si scambiarono, dove Freud si stupisce dei risultati raggiunti dal collega che era considerato dal grande psicanalista una specie di suo “doppio”.

Girotondo è, ad oggi, un’opera molto rappresentata, ma vorrei ricordare, prima di concludere, un’altra opera famosissima del drammaturgo austriaco Doppio sogno, da cui è nato l’indimenticabile Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, uscito nelle sale cinematografiche nel 1999.

Author

Sara Elisa Riva
Dottoranda in letterature comparate, laureata in Scienze dei beni culturali con specializzazione in storia del teatro e del cinema. Ex pianista, attualmente si occupa di portare avanti il proprio progetto di ricerca universitario, in concomitanza scrive, soprattutto narrativa e pièce teatrali. Nel tempo libero legge tantissimi libri, guarda film internazionali e serie televisive statunitensi.

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