La società degli illetterati o della letteratura decaduta

La società degli illetterati o della letteratura decaduta

[testimonial image=”” name=”Isaac Asimov” title=””]

If knowledge can create problems, it is not through ignorance that we can solve them.

Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l’ignoranza che possiamo risolverli.

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Come fondatrice di questo blog, sono sempre alla ricerca di contenuti interessanti e cerco di analizzare la realtà attuale. Per riuscire in questo intento mi avvalgo di diversi mezzi, tra i quali Google trends, uno strumento che permette di analizzare le parole chiave più ricercate dagli utenti del web. Sono rimasta sbalordita dalle classifiche dei termini più cercati dagli italiani, scoprendo che le preoccupazioni maggiori riguardano come fare la scrocchiarella, il free style, i bracciali, le magie e al quinto posto il bit box. Dopo essermi ripresa dallo shock ( vi invito a dare un’occhiata alle varie categorie) ho deciso di guardare l’andamento del termine Letteratura e il risultato è stato inquietante.

2004 to 2014

In questo primo grafico vediamo come la ricerca della parola Letteratura cala drasticamente dal  2004 ad oggi.

Avendo deciso di dedicare la mia vita alla letteratura, ho un sentito interesse nel capire cosa le succede e quale risonanza sociale può ancora avere nel 2014. Ho la convinzione profonda che la letteratura sia la redentrice dell’umanità, che attraverso le parole e la narrazione, gli uomini, mettendosi davvero in ascolto, anche e soprattutto, del loro sentire interiore, possano diventare migliori. Perché, in fondo, ogni racconto ( e mi riferisco qui a un certo livello di letteratura, non a quella pseudo narrativa, che imbratta gli scaffali delle librerie, priva di significato, scritte solamente per vendere copie) ci dice qualcosa di noi stessi. Nelle parole di un autore o di un’autrice, a ben guardare, ci siamo noi o almeno una parte, una sfaccettatura, una micro scintilla che ci appartiene.

La letteratura è viva anche attraverso il cinema e la musica: grandi capolavori del cinema e opere musicali magnifiche ( pensiamo per esempio alla Traviata di Verdi o a Il Gattopardo di Visconti) sono ispirati alle storie di romanzieri di grande talento.

2004 vs 2013

Sembra invece, da questo secondo grafico, che la media della popolazione italiana, non la pensi allo stesso modo. Le ricerche riguardanti la letteratura nel 2004, sono decisamente lontane da quelle del 2013 e questa parabola discendente è lo specchio dei nostri tempi fuggevoli, dove il tempo per dedicarsi all’accrescimento di sé e sempre minore.

Da notare, anche, lo spostamento dell’interesse tra le varie regioni d’Italia nell’animazione qui sotto.

demografica

Non voglio arrivare a dire che il concetto espresso da Proust con questa frase “La vraie vie, la vie enfin découverte et éclaircie, la seule vie par conséquent réellement vécue, c’est la littérature” ( La vera vita, la vita finalmente riscoperta e illuminata, la sola vita, dunque, pienamente vissuta, è la letteratura) sia da prendere alla lettera, ma forse bisognerebbe capirne il significato profondo. La “vera vita” è la nostra vita interiore che attraverso l’arte e quindi la letteratura, ci svela noi stessi. La letteratura, per Proust, è dunque la forma più alta di creazione umana, in quanto non descrive le cose, non si limita a riprodurle, ma racconta le segrete “corrispondenze” e il senso ultimo. Ed è così che “la vera vita”, è la letteratura.

Per concludere, vorrei riflettere sul significato delle parole del grande autore francese e al contempo capire perché le persone non abbiamo più interesse per questa forma d’arte e comunicazione che ci accompagna da secoli. Cos’è cambiato e cosa sta cambiando tutt’oggi nelle nostre vite, per spingerci così lontani dalla “verità” proustiana?

 

Author

Sara
Dottoranda in letterature comparate, laureata in Scienze dei beni culturali con specializzazione in storia del teatro e del cinema. Ex pianista, attualmente si occupa di portare avanti il proprio progetto di ricerca universitario, in concomitanza scrive, soprattutto narrativa e pièce teatrali. Nel tempo libero legge tantissimi libri, guarda film internazionali e serie televisive statunitensi.

2 comments

  • Bella domanda la tua. Fra le tante ipotesi potrei azzardare che una di esse potrebbe essere identificata con il “consumismo” nel senso che tutti hanno fretta di volere tutto e subito e quando ce l’hanno non sono per nulla soddisfatti e così vanno alla ricerca di altro senza soffermarsi, approfondire, capire, apprezzare, valutare, ecc. ecc. ecc.

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