Monsieur Verdoux

Monsieur Verdoux

La disperazione è un narcotico: culla l’anima nell’indifferenza.

Henri Verdoux (Charlie Chaplin)
Monsieur Verdoux, 1947

Premessa a Monsieur Verdoux

La suggestione che il mio articolo su Bartok ha esercitato su Arianna, mi ha portato a pensare, ancora una volta, alla figura che per anni ha costellato il mio immaginario orrorifico: Barbablù. L’influenza di questa figura mitica è presente lungo tutto l’arco della storia artistica e letteraria, almeno a partire dalla favola di Charles Perrault. Quello che molti non sanno, è che il nostro mostro dalla barba blu, non è un’invenzione della fantasia dello scritto re francese, ma una persona realmente esistita: Gilles de Rais. Ovviamente, Perrault ha modificato alcuni tratti di quello che può essere definito un vero abominio umano, ma resta il fatto che nella prima metà del 1400 si aggirasse per la Francia questa oscura e contraddittoria presenza. Da un lato colto e raffinato amante dell’arte, dall’altro barbaro e spietato omicida. Di giorno cavalcava al fianco di Giovanna d’Arco, di notte allestiva tremende opere del terrore, destinate a finire in tragedia, utilizzando ignari fanciulli, precedentemente rapiti.

Monsieur Verdoux: il film

Non è questo il luogo dove approfondire la vicenda storica, ma è sicuramente un punto di vista nuovo da cui partire per analizzare il fascino macabro che questa vicenda ha esercitato nel corso dei secoli su scrittori e artisti. Mi piacerebbe segnalarvi un film poco conosciuto, rispetto agli altri, di Charlie Chaplin che tratta questa tematica. Sto parlando i Monsieur Verdoux scritto, diretto, interpretato e prodotto da Chaplin, proiettato per la prima volta nel 1947.

“Il più intelligente e brillante dei miei film” dichiarò, senza falsa modestia, l’autore e, certamente, fu il più discusso e il più controverso della sua irripetibile carriera. Fu il suo primo film senza la maschera di Charlot il vagabondo: l’omino ingenuo ma ottimista, icona dell’amore universale, motore dell’universo, ormai sconfessato dalla realtà tragica e folle degli avvenimenti bellici che sconvolsero il mondo e le coscienze degli uomini, sopraffatto dall’odio e dalla stoltezza dei contemporanei.

Ambientato tra le due guerre mondiali, il film è l’ennesimo, esplicito, atto di accusa di Chaplin nei confronti di una società capitalistica, corrotta nei suoi principi e nel suo sviluppo, espresso tramite le gesta di Henri Verdoux. Un impiegato bancario che viene licenziato dopo un trentennale, anonimo, ma fedele servizio di investitore finanziario del denaro altrui. Dopo la perdita del lavoro, si trasforma in un serial killer di ricche anziane signore a cui sottrae il patrimonio, dopo averle sposate ed eliminate, che riutilizza per spericolate speculazioni di titoli azionari, allo scopo di mantenere la sua vera famiglia, composta da una moglie inferma e dal figlioletto ignari, totalmente, delle sue gesta. La famiglia di una delle sue vittime, però, si insospettisce e allerta la polizia che, grazie al fiuto di un detective, si mette sulle sue tracce, trovandolo e arrestandolo. La determinazione e l’abilità di Verdoux lo salveranno, almeno momentaneamente, anche a scapito della vita del detective che Henri uccide durante il trasferimento in carcere.

Verdoux  è giunto ad un punto in cui non può più sottrarsi al gioco sporco in cui si è cacciato: la conquista di nuove possibili ricche vittime richiede sempre maggiore abilità e fantasia, nel pianificare le imprese criminali. Per sperimentare l’effetto di un composto di veleni, avvicina una giovane disillusa dalla vita, ma la risparmia, grazie all’animo sensibile che convive nella sua duplice personalità. Egli, infatti, si commuove per la triste vicenda della ragazza e, in più occasioni, le elargisce somme consistenti per cercare di riconciliarla con la sorte.La sua attività prosegue frenetica tra una visita alla mogli sparse per il paese ed il corteggiamento di nuove prede, ma rischia di venire scoperta, quando, al ricevimento nuziale, per il suo ennesimo matrimonio, intravede tra gli invitati una delle sue consorti.

Monsieur Verdoux

Chaplin, Monsieur Verdoux

Nel frattempo, il crollo delle borse mondiali, la crisi economica e i venti di guerra, travolgono Monsieur Verdoux e la sua famiglia. La perdita della moglie e del figlio ed il volatizzarsi del suo patrimonio, producono il suo risveglio dalla trance affaristica e gli rivelano la sua miserevole dimensione umana. Il destino vuole che sia la giovane che un tempo aveva soccorso, ora mantenuta da un costruttore d’armi, a proporsi di ricambiare il sostegno economico che un tempo egli le aveva offerto. Ma Verdoux ha invece maturato la decisione di consegnarsi alla società per pagare il suo debito. Pur non riconoscendo la superiorità morale di questa, egli saluterà i suoi accusatori, i giudici e i giurati che lo condannano alla ghigliottina, con un “ Arrivederci a presto, molto presto”.

Nel personaggio di Verdoux convivono due opposte personalità: un tenero e sensibile padre di famiglia da un lato, amante delle rose come dei più piccoli esseri viventi ( si commuove al rischio corso da un bruco di essere calpestato), compassionevole delle tribolazioni altrui e, dall’altro lato, invece, troviamo uno spietato, cinico affarista borghese che persegue il suo fine di realizzazione capitalistica senza moralità e tentennamenti, in spregio della dignità umana, ridotta a tramite di arricchimento materialistico. Il crollo del mercato finanziario e la società borghese, però, lo condanneranno alla ghigliottina. Prima di morire, durante il dibattimento processuale, il risveglio della ragione gli consentirà di gettare un’ombra, meglio un’accusa, ai convincimenti della società stessa, alla quale egli rimprovera di proseguire, più o meno consciamente, il suo stesso fine di distruzione dell’uomo, con l’unica differenza nei numeri e di richiamare l’attenzione sulla destinazione d’uso delle armi nucleari in continua fase di costruzione: “Un omicidio è delinquenza, un milione è eroismo. Il numero legalizza, mio caro amico”.

Scaturito o, quanto meno, suggerito da un’idea di Orson Welles, Mounsieur Verdoux ebbe un lungo periodo di gestazione, a partire dalle prime note del 1941 fino all’inizio della lavorazione nel 1946, periodo durante il quale la vita pubblica e privata di Chaplin veniva sconvolta da avvenimenti quali l’entrata in guerra degli Stati Uniti d’America, dopo l’attacco di Pearl Harbour.

Risorse utili per l’approfondimento:

monsieur-verdoux-670920l

Il film del 1947

Chaplin libro

Un libro sulla vita di Chaplin
di David Robinson

Author

Sara Elisa Riva
Dottoranda in letterature comparate, laureata in Scienze dei beni culturali con specializzazione in storia del teatro e del cinema. Ex pianista, attualmente si occupa di portare avanti il proprio progetto di ricerca universitario, in concomitanza scrive, soprattutto narrativa e pièce teatrali. Nel tempo libero legge tantissimi libri, guarda film internazionali e serie televisive statunitensi.

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