Proust e la scelta della solitudine

Proust e la scelta della solitudine

[testimonial image=”” name=”Marcel Proust” title=”All’ombra delle fanciulle in fiore, Alla ricerca del tempo perduto”]

Possiamo conversare per tutta una vita senza far altro che ripetere indefinitamente il vuoto di un minuto, mentre il cammino del pensiero nel lavoro solitario della creazione artistica si fa nel senso della profondità, la sola direzione che non ci sia chiusa, in cui possiamo progredire, con più fatica, è vero, verso un risultato di verità.

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La settimana scorsa, abbiamo toccato più volte il tema della solitudine. Oggi vorrei guardarlo da una prospettiva diversa, dove questa condizione non è imposta, ma viene scelta.

Marcel Proust, autore del romanzo Alla ricerca del tempo perduto ( per chi è in confidenza con l’opera, semplicemente la Recherche) ha scelto una reclusione forzata per scrivere la sua opera.

Marcel Proust c. 1900 - French novelist, 1871-1922.

Marcel Proust (1871-1922),
romanziere francese,
foto del 1900 circa.

Proust iniziò la Recherche nel 1909 e ci lavorò durante gli anni di volontaria reclusione nella casa di Boulevard Haussmann. La sua salute, cagionevole sin da quando era un bambino, era peggiorata, lavora di notte scrivendo seduto a letto, in una stanza foderata di sughero, per attutire il più possibile i rumori esterni. Terminò di scrivere il suo infinito romanzo, che viene suddiviso in sette volumi, nel 1922 anno in cui morì per una bronchite curata male.

Non si può parlare di questo capolavoro in un solo articolo, né tanto meno parlare di Proust e della sua vita in una manciata di righe. Questo autore e il suo romanzo ( e definirlo solo un romanzo è riduttivo) sono conosciuti troppo poco, rispetto alla magnificenza di quest’opera monumentale. Proust, nelle sue pagine, ci regala un universo meraviglioso, multi sfaccettato, pieno di immagini sublimi e di profondità emotive, ma anche di sottili e ironici giudizi moralizzanti nei confronti di una società e di un’epoca già corrotta.

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La panchina di Proust,
Balbec, Normandia.

Tornerò nuovamente a parlare di questo scrittore ( forse il mio preferito in assoluto o, quanto meno, a pari merito con Dostoevskji), filosofo e maestro di vita, ma per ora vorrei focalizzare l’attenzione sulla sua scelta di ritiro tra le pareti domestiche, a contatto, quasi solamente con Celeste, la sua fedele governante. Solo, per circa dieci anni, con se stesso e con la sua opera. Anche se, in fondo, non riesco ad immaginarmi Marcel veramente immerso nella solitudine, data l’enormità dei personaggi che hanno costellato le righe che ha scritto e le riflessioni che sono state fatte tra quelle pareti. In qualche modo penso che fosse meno solo lì, tra le sue pareti di sughero e i suffumigi per placare gli attacchi d’asma, che non nel periodo in cui viveva in società, incuriosito da quella marea umana, ma sempre isolato da un mondo che non poteva capire la sensibilità di uomo che non tornerà una seconda volta sulla terra.

tadie

Studio critico di Tadié su Proust

recherchetutta

Marcel Proust,
Alla ricerca del tempo perduto,
edizione italiana

rehcerchefrancese

Marcel Proust,
A la recherche du temps perdu,
edizione francese

Author

Sara Elisa Riva
Dottoranda in letterature comparate, laureata in Scienze dei beni culturali con specializzazione in storia del teatro e del cinema. Ex pianista, attualmente si occupa di portare avanti il proprio progetto di ricerca universitario, in concomitanza scrive, soprattutto narrativa e pièce teatrali. Nel tempo libero legge tantissimi libri, guarda film internazionali e serie televisive statunitensi.

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